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cafeIl DPCM del 1 marzo, pubblicato in GU del 2 marzo e immediatamente efficace, la Presidenza del Consiglo dei Ministri stabilisce quali sono le zone d'Italia sottoposte a restrizioni finalizzate alla prevenzione della diffusione del COVID-19. Il Decreto aveva efficacia fino alle ore 24.00 del giorno 8 marzo 2020, ma è stato parzialmente sostituito e integrato con il nuovo decreto emanato il 4 marzo, che estende la sua validità fino al 3 aprile

L'unica area ligure interessata resta quella della provincia di Savona..

[aggiornamento del 5 marzo 2020]

 

Nel dettaglio, i pubblici esercizi sono assoggettati a quanto segue:

bandiera ITAnelle regioni Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto e nelle province di Pesaro e Urbino e Savona è concesso lo svolgimento delle attività di bar e pub, a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza reciproca di almeno un metro. (art. 2, par.1 comma h).

Nelle disposizioni finali del nuovo DPCM del 4 marzo 2020 gli articoli 1 e 2 del precedente decreto vedono confermata la loro efficacia

Niente veloce caffè al banco, quindi, ma comunque esercizi pubblici aperti. Un segno di normalità che non mancherà di rendere meno opprimenti le restrizioni di questo ultimo periodo.

La prescrizione di cui all art.3, par.1 comma c) che, relativamente all'intero territorio nazionale, recita: nelle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nelle aree di accesso alle strutture del servizio sanitario, nonche' in tutti i locali aperti al pubblico, in conformita' alle disposizioni di cui alla direttiva del Ministro per la pubblica amministrazione n. 1 del 25 febbraio 2020, sono messe a disposizione degli addetti, nonche' degli utenti e visitatori, soluzioni disinfettanti per l'igiene delle mani; resta valida e viene inserita nel nuovo decreto (art 2, primo comma , lettera f) ), che in materia è però molto più restrittivo, come leggiamo dai primi due commi del primo paragrafo dell'art. 1:

ART. 1

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19, sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:
a) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale;
b) sono sospese le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d)


Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, di ogni tipo, è il comma d) dell'art.2 del nuovo decreto a prescrivere che  i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’allegato 1 anche presso gli esercizi commerciali;

Scuole di ogni ordine e grado chiuse fino al 15 marzo su tutto il territorio nazionale ma tutte le altre disposizioni del nuovo decreto hanno efficacia fino al 3 aprile 2020, come si legge nelle "disposizioni finali".

ART. 4
(Disposizioni finali)
1. Le disposizioni del presente decreto producono il loro effetto dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sono efficaci, salve diverse previsioni contenute nelle singole misure, fino al 3 aprile 2020.
2. Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti gli articoli 3 e 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020.
3. Restano ferme le misure previste dagli articoli 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni. Nei territori indicati negli allegati 1, 2 e 3 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, le misure di cui al presente decreto, ove più restrittive, si applicano comunque cumulativamente con ogni altra misura prevista dai predetti articoli 1 e 2.

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